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Non ho mai torto, al massimo torta!

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I dolci sono, da sempre, il mio punto debole.

Posso arrivare alla fine di un pasto piena come un uovo, ma lo spazietto per il dessert non mancherà mai. Credo di avere proprio un intestino a parte per tutto ciò che è zuccheroso e cioccolatoso, non risente minimamente del senso di sazietà.

Quando preparavo gli esami universitari ero solita aggirarmi per casa con una bella vestaglia d’ordinanza, quelle di pile che fanno rima con disperazione, riempiendomi le tasche di kinder e merendine da tirar fuori ad ogni picco di esaurimento nervoso.

Annunciavo il mio arrivo funesto nelle stanze facendo crock crock ad ogni passo, per quanto piena zeppa di leccornie. Una versione golosa della campanella dei lebbrosi.

Fermi tutti! Arriva Gioia la divoratrice di gianduiotti!

La mia vestaglia pelosa non solo mi teneva calda, piegata per ore sul codice di procedura penale, non solo raccoglieva tutte le mie lacrime di coccodrillo (avrei dovuto iniziare prima, non ce la farò mai, se ripeto 300 pagine al giorno forse posso finirlo per tempo, la prossima volta studio volta per volta, cazzo perchè non sono andata a lezione tutti i giorni), ma custodiva gelosamente nella sua morbidezza quello che era l’unico cibo in grado di farmi affrontare la sessione: i dolcetti.

Per questo motivo, essendo una drogata vera di pasticcini, potete fidarvi se vi dico che QUESTE sono le pasticcerie più buone di Roma.

E questo è l’articolo che non avrà mai eguali. Perchè come degusto io i bigné, nessun altro al mondo.

Ecco la lista:

Io non è che vi voglio spingere a rimpinzarvi di biscottini o sporcarvi tutti di zucchero a velo. Però forse un po’ si. E in questi posti dove vi ho portato, ne vale veramente la pena!

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